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La nostra storia
30 anni di Arci Bolzano
La ricerca 30 di Arci ha dato il via ad un percorso di documentazione e di indagine relativo alla storia ed al ruolo del Comitato di Bolzano nel contesto altoatesino.
Questo percorso è nato dall’esigenza di festeggiare in modo non retorico i 30 anni di vita dell’Associazione, cogliendo l’occasione per una riscoperta delle “origini” e del percorso culturale svolto in questi anni.
Fino al 2007, a livello storiografico italiano erano assenti opere che inquadrassero in modo soddisfacente la nascita ed il consolidarsi della rete associativa di Arci e il ruolo svolto agli albori della propria esistenza nel panorama associazionistico nazionale; per quanto atteneva al livello locale, ci siamo trovati di fronte a diverse lacune nella documentazione, tali da rendere difficoltosa la ricostruzione di come il percorso nazionale avesse alla creazione anche in sede locale dell’Associazione.
A porre rimedio alla prima delle due lacune ha pensato lo storico Luigi Martini, con il volume “Arci, una nuova frontiera” pubblicato da Edisse nel maggio 2007, all’interno delle iniziative per il 50enario dell’associazione a livello nazionale. Questo contributo ha fornito una interessante chiave di interpretazione del periodo di fondazione del movimento circolistico, fino ai primi passi ed al consolidamento della Associazione ricreativa culturale italiana a livello nazionale ( analizzando in particolare il periodo dal 1947 al 1967).
L’emergere di un profondo legame fra una serie di avvenimenti, dal passaggio dell’OND all’Enal, dal tentativo del sindacato, del PCI e del PSI di democratizzare l’ente nazionale di assistenza dei lavoratori, alla nascita di Acli e Endals, dalle svolte repressive del periodo di Scelba – Tambroni, nei confronti dei circoli e delle case del popolo, fino alla nascita nel 1957 di ARCI, a cui oltre ai soggetti politici contribuirono alcune associazioni come UISP, API e organizzazioni del mondo del lavoro come CGIL E Lega Cooperative.
La comparazione del materiale raccolto a livello locale con la pubblicazione di Luigi Martini ha consentito ad una rilettura critica del lavoro svolto in questo anno e mezzo a livello locale.
Per tentare di colmare la seconda lacuna, infatti, abbiamo provato a mettere in relazione lo scarso materiale documentale (soprattutto quello della fase iniziale degli anni 70) con alcune testimonianze dei protagonisti di quegli anni.
Da ciò sono emersi alcuni dati: la nascita di alcuni circoli operai, soprattutto a livello cittadino, è presistente alla nascita di Arci (come comitato provinciale), in linea con il processo avvenuto a livello nazionale (con almeno più di un decennio di ritardo). In secondo luogo il processo di costituzione formale dell’associazione è stata preceduta da una fase informale di cui è difficile oggi individuare protagonisti e ruolo associativo.
La ricostruzione condotta ci ha portato a concludere che la vita dell’associazione è segnata da tre fasi: la prima che va dalla fine degli anni 60 agli 75, in cui si ha il consolidamento di alcuni circoli operai che nella loro evoluzione (avvenuta negli anni 70) decidono di aderire all’Arci (nazionale), molto spesso per ragione legate al rilascio di licenze di somministrazione; in questa fase, in parallelo, alla vita dei circoli si forma il gruppo di primi militanti che formalizzeranno la costituzione dell’associazione nell’aprile del 1976.
Il Secondo periodo va dall’inizio degli anni 70 al 1987, ed è imperniato sulla figura di Velio Crepaldi, primo presidente dell’Associazione, ed il terzo, tutt’ora in corso, prende le mosse nel 1988 con l’elezione di Roberto D’Ambrogio (che si presta a diversi livelli di lettura) alla carica di presidente.
La ricerca fino a qui condotta è stata in grado di evidenziare i passi più importanti evidenziando, della seconda e terza fase, registrando però alcuni importanti limiti (spesso a causa della lacunosità delle fonti un caso fra tutti l’apporto dell’associazione in alcune occasioni dall’occupazione dell’ex Monopolio, o nella collaborazione con i primi passi di Bolzano Estate).
La prima e parziale conclusione ci porta ad affermare che se l’associazione, mentre a livello nazionale, ha compiuto i primi passi alla fine degli anni 50, mentre i circoli, i cral, le case del popolo già all’indomani della fine del fascismo e del periodo bellico ripresero la loro azione dopo la repressione e la nazionalizzazione forzata del “dopolavoro” e del tempo libero del ventennio, e più complesso comprendere cosa sia avvenuto nella nostra Provincia:
1. Un primo filone di ricerca riguarda l’azione dell’Enal a Bolzano e la presenza o l’assenza di un percorso di democratizzazione a livello locale, ed il ruolo dei beni del disciolto partito fascista su Bolzano e provincia.
2. Il secondo filone di approfondimento riguarda la nascita dei circoli operai a livello locale, e l’adesione alla rete Arci.
3. Il terzo livello di approfondimento concerne il periodo degli anni 70, con la nascita di arci a Bolzano, e l’apporto della Uisp (che nel 1973 si fonderà in unica sigla con “ARCI – UISP”, poi sciolta nel 1987, con la creazione della confederazione Arci, in cui Arci Nova e Uisp sono entità autonome; la confederazione venne trasformata in Federazione nel 1991), nonché il ruolo dei circoli e dei partiti della sinistra nella nascita dell’associazione (comitato provinciale) a livello locale.
Inoltre sono stati affrontati:
· I rapporti fra mondo dell’associazionismo in lingua italiana e lingua tedesca
· Il ruolo dell’Associazione nella vicenda dell’occupazione dell’Ex Monopolio
· Le associazioni nate dal comitato provinciale Arci (dal distacco con la Uisp nel 1987, alla nascita e distacco del Cesfor, alla nascita e radicamento di Arciragazzi)
· La produzione culturale di Arci, nelle diverse fasi
